OPERATORI DEL TURISMO INSIEME PER IL PROGETTO P.I.A.V.E. Reti per lo sviluppo territoriale

Piave è l’acronimo di Paesaggio, Identità, Accoglienza, Viaggio ed Esperienza ed è il progetto che vuole rendere il settore della Ricettività Turistica Bellunese sempre più in linea con le richieste di un mercato globalizzato e esigente.

Finanziato dalla Regione Veneto ha come ente capofila il Centro Consorzi http://www.centroconsorzi.it/piave associato a Confederazione Servizi Formativi e si rivolge a imprese, professionisti, associazioni ed enti della filiera turistica veneta.

I destinatari target degli interventi sono infatti titolari e dipendenti di aziende partner operanti nel settore turistico mentre i destinatari intermedi sono altri soggetti che, a vario titolo, lavorano in ambito turistico c/o enti pubblici, associazioni ed altre organizzazioni senza scopo di lucro.

Sono coinvolti nel progetto DMO Dolomiti, Camera di commercio Treviso Belluno, OGD Città d’arte e Ville Venete del territorio Trevigiano, i Consorzi BIM Piave di Belluno e Treviso, GAL Dolomiti Prealpi, GAL dell’Alta Marca Trevigiana, Parco delle Dolomiti Bellunesi, CISET – Centro Internazionale di Studi e ricerche sull’Economia Turistica, Comune di Belluno, e oltre 70 aziende delle ricettività turistica.

L’intenzione è quella di sviluppare un’offerta regionale integrata – rurale, naturalistica, enogastronomica – di turismo esperienziale slow lungo il Piave, ripercorrendo il percorso della ciclo-pedonale “La Piave”, attualmente in realizzazione.

I territori rurali della Valbelluna e dell’Alta Marca saranno collegati a quelli più turistici e conosciuti del litorale veneto e delle Dolomiti, per valorizzare luoghi e destinazioni marginali e poco conosciuti dai turisti, fuori dalle mete del turismo di massa.

In particolare il progetto lavora su tre macro aree: Alto Bellunese, Feltrino e Area Marca Trevigiana-Veneziana con un referente per ogni area inserendosi sulle progettualità già avviate dai partner di progetto, con l’intento di fare ancora un passo avanti facendo tesoro del lavoro già fatto.

Agli operatori turistici veneti operanti nei territori lungo il P.I.A.V.E. vengono dati strumenti concreti e innovativi anche con una formazione specifica sulle modalità di accoglienza turistica, la digitalizzazione e l’innovazione delle imprese del settore coinvolte sotto un unico brand PIAVE coerentemente al piano di marketing della Provincia di Belluno per lo sviluppo di sinergie sul territorio e sul tessuto imprenditoriale.

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La nuova legge sui tirocini in Emilia Romagna Politiche attive

La Regione Emilia Romagna ha approvato una nuova legge per la regolamentazione dei tirocini extracurriculari che entrerà in vigore dal 1 luglio 2019.

Il tirocinio consiste in un periodo di orientamento al lavoro e di formazione che non si configura come rapporto di lavoro e può essere promosso da più soggetti quali enti di formazione accreditati ed enti accreditati per le politiche attive del lavoro,

Inteso come misura di politica attiva è finalizzato “a creare un contatto diretto tra un soggetto ospitante e il tirocinante allo scopo di favorirne l’arricchimento del bagaglio di conoscenze, l’acquisizione di competenze professionali e l’inserimento e il reinserimento lavorativo” (art. 24 LR n. 1/19).

La legge introduce maggiori tutele per i tirocinanti e prevede un sistema di autorizzazione preventiva e tempestiva rilasciata dall’Agenzia per il Lavoro entro 10 giorni dal recepimento della documentazione in modo da garantire la correttezza e la conformità del percorso.

Promosso da un soggetto terzo rispetto al datore di lavoro ospitante e al tirocinante, il tirocinio viene regolato da una apposita convenzione e da un progetto formativo individuale che fa riferimento al Sistema Regionale delle Qualifiche.

I soggetti ospitanti non potranno realizzare più di un tirocinio con la stessa persona e non potranno ospitare tirocinanti che abbiano già lavorato nei due anni precedenti presso la stessa realtà con qualunque forma contrattuale.

Il tirocinante inoltre non potrà essere utilizzato per attività non coerenti con gli obiettivi formativi previsti nel progetto formativo individuale.

La durata massima prevista per tutti i tirocini è di 6 mesi tranne per quelli rivolti a persone in condizioni di svantaggio con durata di 12 e per persone disabili con durata di 24 mesi mentre la durata minima non può essere inferiore a due mesi.

Al tirocinante viene corrisposta una indennità di almeno 450 euro mensili se partecipa alle attività per almeno il 70 per cento della durata del tirocinio prevista nel progetto formativo.

Oltre al monitoraggio delle caratteristiche dei tirocinanti e dei successivi inserimenti lavorativi, la nuova legge prevede anche l’individuazione e la programmazione da parte della Giunta Regionale di attività di controllo in stretta integrazione con l’Ispettorato del Lavoro.

Vengono inoltre introdotte nuove sanzioni che in caso di violazioni prevedono per il soggetto promotore e il soggetto ospitante il divieto di attivare ulteriori tirocini per un periodo che va dai 12 mesi fino all’interdizione permanente.

 

 

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Le Competenze degli Orientatori Project Erasmus+KA2 “ECVET.OER.NEET”

La professione di Orientatore nei Paesi europei non è ancora ben conosciuta.

Spesso viene esercitata da esperti provenienti da settori diversi: psicologi, pedagogisti, consulenti scolastici, insegnanti, educatori, formatori, assistenti sociali o operatori amministrativi così come si incontrano consulenti per l’impiego dietro agli sportelli per le politiche attive.

Il progetto Ecvet.Oer.Neet (www.project-neet.eu) realizzato da Studio Risorse ed i suoi partner ha evidenziato per gli orientatori, in particolare per coloro che lavorano con i giovani disoccupati, la necessità di conoscenze ampie e di specifiche capacità.

La situazione in ogni Paese è un po’ diversa, ma dalle analisi è emersa un’immagine modello circa le capacità e le conoscenze che un operatore ideale di orientamento dovrebbe possedere.

Un orientatore professionista conosce il mercato del lavoro locale e le possibilità che esso offre. È informato sui principi del diritto del lavoro. Ha conoscenze di base di psicologia, sociologia ed etica per gestire correttamente i bisogni specifici delle persone.

Sa come condurre un colloquio e conosce gli strumenti per la sua valutazione. Nel gestire il processo di selezione distingue e abbina le competenze dell’utente. È in grado di riconoscere e risolvere eventuali problemi e in caso di conflitto, utilizza in modo efficiente le proprie capacità di negoziazione e di comunicazione.

Chi orienta i NEET verso il lavoro deve conoscere i fattori che influenzano i loro comportamenti oltre alle lingue e alle culture straniere per la crescente mobilità geografica.

Tra le competenze trasversali significative per il ruolo di orientatore vengono sottolineate la resistenza allo stress, le capacità motivazionali e di ascolto attivo.

L’affidabilità ed empatia sono le doti che facilitano le interazioni. Per questo l’orientatore deve conoscere le basi di comunicazione non verbale e saper stabilire i confini nella relazione con la persona.

Le attività di ricerca nell’ambito di Project Ecvet.Oer.Neet hanno focalizzato quali sono le competenze attualmente possedute dagli operatori di orientamento.

La maggior parte di loro è in grado di capire ed analizzare i bisogni delle persone oltre a saperle motivare in caso di insuccesso. Sono inoltre flessibili e capaci di collaborare con i colleghi.

Tuttavia solo poco meno di metà di loro è in grado di creare un progetto di sviluppo o un piano d’azione insieme ai giovani.

Paragonando le risposte degli operatori e dei loro responsabili sulle competenze attuali e quelle ideali, è stato possibile identificare i fabbisogni degli orientatori europei.

La gestione della rete sociale e istituzionale è un punto debole di molti operatori. In tanti credono di non avere le informazioni sufficienti sulle domande attuali del mercato di lavoro e sulle normative relative all’occupazione e alla formazione professionale.

Non tutti si sentono preparati per condurre i colloqui secondo la metodologia specifica e non sempre conoscono i software e servizi web-based per la gestione delle prestazioni connesse all’orientamento.

Gli operatori devono migliorare le proprie capacità linguistiche e per questo potrebbe essere utile avvicinarli anche allo specifico linguaggio giovanile. Lo sviluppo digitale e l’età media degli interessati segnala la necessità di potenziare le competenze tecnologiche – linguaggio digitale, l’uso di social media, le competenze informatiche.

I consulenti dell’impiego non si sentono abbastanza preparati per condurre i colloqui e costruire gli strumenti necessari per svolgere al meglio il loro lavoro. Non hanno molta dimestichezza con i principi di organizzazione aziendale né con economia. Non conoscono delle fondamenta di psicologia né di sociologia. Si nota il bisogno formativo anche sulle modalità di avvio di un’impresa e di lavoro autonomo.

Il profilo perfetto per lavorare con i NEET è molto complesso e per avere tutte le competenze essenziali gli operatori di orientamento di oggi necessitano di una formazione specialistica.

La qualifica di orientatore riconosciuta in Italia, potrebbe essere un buon inizio.

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PROJECT NEET Erasmus+KA2 Ecvet.Oer.Neet n. 2015-1-IT01-KA202-004762

Project ECVET.OER.NEET è un progetto di ricerca realizzato nell’ambito del Programma Erasmus+KA2 con l’obiettivo di migliorare i servizi di orientamento e le competenze degli operatori che supportano i giovani che non lavorano e non si formano, i giovani NEET.

Capofila del progetto è Studio Risorse S.r.l. Ente di formazione e orientamento con sede a Matera associato a Confederazione Servizi Formativi.

L’Ente, punto di riferimento per l’analisi dei fabbisogni e la consulenza alle persone e alle imprese del territorio, ha realizzato le attività in collaborazione con la Provincia di Matera e la Provincia di Vicenza, per il loro ruolo di aiuto alle persone svantaggiate ad inserirsi nel mondo del lavoro attraverso i Centri per l’Impiego.

Al progetto hanno inoltre partecipato I.RI.GEM con sedi in Veneto e competenze nell’ambito dei servizi di orientamento e metodi di apprendimento professionale, União das Freguesias de Gondomar (S. Cosme), Valbom e Jovim, una provincia portoghese; Ison Psychometrica, una società di consulenza e formazione di Atene, Grecia; Fundación CV Pacto Empleo, una fondazione che supporta le persone con le difficoltà nel trovare un impiego di Valencia, Spagna ed Akademia Humanistyczno-Ekonomiczna – l’Università di Łódź, Polonia, che svolge le ricerche nel campo dei metodi innovativi di insegnamento e di apprendimento, come ad es. e-learning o autosviluppo.

Diverse sono state le fasi di realizzazione.

Per prima cosa è stato verificato il profilo attuale dell’operatore di orientamento per ogni Paese partner, secondo criteri quali: livello di istruzione, anni di esperienza professionale, servizi offerti, competenze degli operatori, opinioni sul proprio lavoro, difficoltà incontrate, possibili soluzioni.

Questo per comprendere se le capacità e le conoscenze degli orientatori che aiutano i NEET ad inserirsi nel mondo di lavoro sono sufficienti, per individuare quali sono i loro fabbisogni formativi e per definire le competenze trasversali, sociali e tecniche che un operatore ideale dovrebbe avere.

I partner hanno poi descritto le modalità per la valutazione e certificazione delle competenze – processo che permette di paragonare le competenze degli orientatori dei diversi Paesi.

Il metodo consiste in colloquio con valutatore focalizzato sulle prestazioni (PFI) e relativa assegnazione di punti ECVET per ogni azione attinente svolta seguendo un questionario predefinito.

Uno dei frutti del progetto è stato un set di strumenti e materiali informativi, che possono essere utili durante lo svolgimento, per gli operatori che lavorano con i giovani NEET, sia delle attività di orientamento che per il loro sviluppo personale.

I partner del progetto hanno inoltre approfondito il tema della figura dell’orientatore e analizzando le conoscenze e competenze che gli servono per poter svolgere al meglio il proprio lavoro, hanno stabilito in quale materie dovrebbe formarsi.

Un articolo successivo approfondirà in modo particolare il tema delle competenze necessarie all’Orientatore.

Il prodotto finale, basato su tutte le ricerche effettuate durante le attività progettuali, consiste in un programma formativo per gli operatori di orientamento, che aiuterà a colmare le mancanze del loro sapere e delle loro abilità in riguardo ai giovani e il mercato del lavoro. Il corso può essere effettuato in presenza oppure in modalità e-learning.

Sul sito dedicato al Progetto ECVET.OER.NEET sono disponibili dei documenti – outputs – che in modo dettagliato descrivono i risultati delle analisi effettuate – oltre che l’AREA di accesso gratuito al corso e-learning –  http://project-neet.eu/it.

 

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L’Assegno di Ricollocazione Politiche attive del lavoro

Dopo una prima fase di sperimentazione l’Assegno di Ricollocazione è entrato a regime con la Delibera n.14/2018 del Consiglio di Amministrazione Anpal.

Si tratta di una Misura di Politica Attiva introdotta con il D.lgs. 150/2015 grazie alla quale è possibile richiedere gratuitamente l’assistenza personalizzata durante il processo di reinserimento lavorativo.

L’Assegno di Ricollocazione – AdR – può essere richiesto da coloro che percepiscono la NASpI – Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego da almeno quattro mesi e da chi proviene da famiglie svantaggiate che percepiscono il Reddito d’Inclusione – REI.

A queste persone si aggiungono anche i lavoratori a rischio di licenziamento per crisi aziendali che possono, entro un mese dalla sottoscrizione dell’accordo di ricollocazione, prenotare in anticipo l’AdR.

Non può richiedere l’Assegno chi invece sta già usufruendo di misure di accompagnamento al lavoro o chi partecipa ad altri progetti regionali legati al ricollocamento.

Il servizio può essere erogato dai centri per l’impiego o da soggetti privati accreditati sia a livello nazionale che regionale.

Questi ultimi devono segnalare il proprio interesse sul sito di Anpal per essere inseriti in una apposita lista e al momento della richiesta la persona interessata può scegliere il soggetto erogatore.

Il servizio di assistenza intensiva nella ricerca attiva del lavoro rivolto ai titolari dell’AdR si divide in due fasi.

La prima – assistenza alla persona e tutoraggio – consiste nell’assegnazione del tutor e nella definizione del programma personalizzato.

La seconda – analisi approfondita delle opportunità lavorative – riguarda la promozione del profilo del destinatario dell’Assegno, la selezione delle offerte di lavoro a lui adeguate e l’assistenza durante la selezione e l’inserimento lavorativo.

La prestazione può avere una durata massima di sei mesi ma è possibile prolungarla per altri sei con valido motivo.

Se, grazie al servizio effettuato, la persona trova un impiego viene raggiunto il successo occupazionale e il soggetto erogatore potrà chiedere la realizzazione dell’Assegno di Ricollocazione.

L’ammontare dipende dal tipo di contratto stipulato con il nuovo datore di lavoro e dalla profilazione. Più il destinatario è lontano dal mercato di lavoro, più alto è l’indice di profilazione ed dunque anche l’importo dell’AdR.

Saranno gratificati maggiormente i contratti a tempo indeterminato, compreso l’apprendistato, non interrotti nei primi 12 mesi e il loro contributo varia da 1000 a 5000 euro.

Per i contratti a tempo determinato di durata minima di 6 mesi, il valore dell’Assegno sarà compreso tra 500 e 2500 euro mentre i contratti a termine di almeno tre mesi firmati nelle regioni “meno sviluppate”, quali Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, prevedono un compenso da 250 a 1250 euro.

In caso di mancato inserimento al lavoro, il soggetto erogatore potrà ricevere un Fee4Services – vale a dire una quota fissa per il servizio svolto pari a €106,50, dopo la conclusione della prima fase di assistenza intensiva.

Tutte le attività realizzate devono essere tracciabili nel Sistema informativo unitario dell’Anpal.

La persona cui viene assegnato l’AdR deve rispettare le condizioni previste nel patto di servizio.

Nel caso ad esempio di mancata partecipazione agli incontri prestabiliti o di non accettazione di una offerta di lavoro congrua, come conseguenza potrà esserci la riduzione di una mensilità di sostegno al reddito o nei casi estremi, la perdita dello stato di disoccupazione.

 

 

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Gli incentivi all’occupazione dei giovani Occupazione giovanile

 

La seconda fase di Garanzia Giovani porta con sé nuove Misure di Politica Attiva per favorire le assunzioni giovanili, tra cui l’Incentivo Occupazione NEET.

Introdotto con il decreto direttoriale di Anpal del 2 gennaio 2018 e descritto nella Circolare n. 48 dell’INPS, riguarda i contratti di lavoro stipulati con i ragazzi NEET – not engaged in education, employment or training – iscritti al Programma Garanzia Giovani.

Si tratta di un’agevolazione, che permette al datore di lavoro di essere completamente esonerato dal versamento dei contribuiti previdenziali – esclusi quelli dovuti all’INAIL – per un periodo di 12 mesi dal giorno dell’assunzione del giovane lavoratore. L’incentivo può ammontare fino ad un massimo di 8060 euro annui.

Questo incentivo spetta tutti gli imprenditori e non, che nell’arco del 2018, assumano un giovane NEET sul territorio italiano.

I tipi di contratti agevolabili sono due: il contratto a tempo indeterminato, anche in somministrazione, e contratto di apprendistato professionalizzante. Anche i rapporti di lavoro a tempo parziale sono validi, ma l’incentivo sarà proporzionalmente ridotto.

Oltre alle regole generali di fruizione degli incentivi ai sensi del D.lgs. n. 150/2015, l’Incentivo Occupazione NEET è subordinato alla legge De Minimis.

Questo significa, che se un’impresa ha ricevuto gli aiuti dello Stato per un massimo di 200 mila euro in ultimi 3 anni, e non rispetta le condizioni particolari previste nell’art. 7 del decreto direttoriale di Anpal prima menzionato, non sarà ammessa a questa agevolazione.

Per chiedere l’erogazione dell’Incentivo Occupazione NEET, i datori di lavoro interessati devono rivolgersi all’INPS.

Oltre a questo incentivo, con la Legge del Bilancio 2018, è stato introdotto l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile, un’ulteriore tipo di agevolazione valida per il 2018 e cumulabile con l’Incentivo Occupazione NEET.

Ha l’obiettivo di promuovere le assunzioni stabili dei giovani e per questo è rivolto solamente ai datori di lavoro, che offrono un’occupazione a tempo indeterminato, comprese le trasformazioni di contratto a tempo determinato.

Riguarda tutti i giovani fino a 35 anni, che non sono mai stati assunti con contratto a tempo indeterminato. Dal 2019 spetterà solo chi offre un lavoro ai ragazzi di meno di 30 anni. Dà la possibilità di ridurre del 50% i contribuiti previdenziali – sempre esclusi quelli di INAIL -per un periodo massimo di 36 mesi ed importo non più alto di 3 mila euro annuali.

A differenza dell’Incentivo Occupazione NEET, l’incentivo per occupazione stabile non è limitato dalla regola del de minimis.

Può però essere revocato alle aziende nel caso in cui licenzino il giovane neoassunto o un suo collega nei primi sei mesi dall’inizio del contratto.

Con entrambi gli incentivi, il datore di lavoro ha il diritto di essere esonerato fino al 100% di parte residua dei contribuiti previdenziali a suo carico per il primo anno dal momento dell’assunzione, e di 50% per due anni seguenti, con i limiti annuali sopraindicati.

 

 

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La Garanzia Giovani in Italia Occupazione giovani

Il Programma Garanzia Giovani è stato avviato per la prima volta in Italia il 1 maggio 2014 con l’obiettivo di facilitare l’entrata nel mondo di lavoro dei ragazzi e delle ragazze di età compresa tra 15 e 29 anni, che non lavorano, non vanno a scuola e non si formano in un altro modo, la cosiddetta popolazione NEET.

Secondo il rapporto Anpal L’attuazione della Garanzia Giovani in Italia del 31 dicembre 2017, si sono registrate, dall’inizio del Programma 1.295.609 di persone, di cui 82,5% sono state prese in carico dai Centri per l’Impiego o dalle Agenzie per il lavoro, ovvero invitate ad un primo colloquio.

Per quasi metà dei ragazzi presenti agli incontri individuali d’orientamento, è stata erogata almeno una misura di politica attiva, soprattutto sotto forma di tirocini extra-curriculari ed incentivi occupazionali.

I dati generali dimostrano che il 47,9% dei giovani per i quali è stato avviato almeno un intervento risulta occupato. La maggioranza è stata assunta con contratto di apprendistato e più del 30% con contratto a tempo indeterminato.

In seguito agli esiti del bilancio UE del 2017 e grazie ad ulteriori finanziamenti, il Programma Operativo Nazionale, Iniziativa Occupazione Giovani – PON IOG – attraverso il quale l’Italia attua Garanzia Giovani, è stato esteso fino all’anno 2020.

Ora il Programma viene rivolto sempre ai NETT ma allo stesso tempo anche altri giovani disoccupati, che vivono nelle regioni poco sviluppate del Sud e nelle regioni in periodo di transizione quali Abruzzo, Molise e Sardegna.

Anche le misure di politiche attive del Programma IOG sono state aggiornate e introdotte nuove misure. Ad esempio, i Tirocini vengono collegati con la misura per l’Accompagnamento al lavoro e le aziende hanno diritto ad una remunerazione fino a 3 mila euro nel caso di assunzione di un giovane per un periodo minimo di 6 mesi.

Tra le nuove misure troviamo la Intercettazione e attivazione NEET svantaggiati, rivolta alle persone, che provengono dalle famiglie beneficiari di REI –Reddito di inclusione- a scopo di dare loro una motivazione per aderire a Garanzia Giovani e attivare un percorso individualizzato di inserimento lavorativo.

Assunzione e formazione è un’altra delle nuove misure di politiche attive, che prevede per i giovani la possibilità di frequentare un corso di formazione per un periodo massimo di un anno successivamente all’assunzione. Grazie a questa possibilità i giovani possono acquisire delle competenze che richiede il loro nuovo incarico.

Inoltre le misure dei tirocini e di servizio civile, possono essere svolte non solo nelle regioni di residenza, ma anche fuori dai confini italiani. Questo allo scopo di avvicinare i ragazzi alla cultura europea e di allargare le loro competenze linguistiche.

L’ultima misura recentemente inserita è l’Incentivo occupazione NEET, un’agevolazione per i datori di lavoro che assumano nel 2018 giovani iscritti al Programma con contratto a tempo indeterminato o contratto di apprendistato professionalizzante.

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Politiche attive del lavoro: le linee di indirizzo 2018-2020 e livelli essenziali delle prestazioni Politiche attive

Con il Decreto n. 4 dell’11 gennaio 2018, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali definisce le linee di indirizzo triennali 2018-2020 in materia di politiche attive finalizzate ad implementare la riforma dei servizi per il lavoro ai sensi del Dlgs n.150/2015.

Definisce inoltre gli obiettivi per il 2018 e i livelli essenziali delle prestazioni da erogare su tutto il territorio nazionale.

Al fine di ridurre la durata media della disoccupazione, in particolare quella di lunga durata e quella femminile, e migliorare i tempi e la qualità delle politiche erogate, gli obiettivi prioritari sono quelli di:

  • implementare il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro attraverso la gestione unitaria della scheda anagrafica e professionale, delle comunicazioni obbligatorie, del fascicolo elettronico del lavoratore e del sistema informativo della formazione professionale
  • potenziare i servizi per l’impiego e gli strumenti per l’erogazione dei servizi alle persone con procedure semplificate e il rispetto dei tempi di convocazione
  • coordinare i programmi nazionali e regionali attraverso intese preventive
  • incrementare gli sportelli informativi e i servizi per le micro, piccole e medie imprese e lavoratori autonomi
  • facilitare il raccordo e le transizioni tra il sistema di istruzione e formazione e il mondo del lavoro
  • riqualificare e orientare i lavoratori coinvolti nella trasformazione dei processi produttivi.

Tra gli obiettivi per il 2018 il decreto prevede l’erogazione dell’assegno di ricollocazione a tutti i destinatari aventi diritto, l’attuazione dei meccanismi di condizionalità, la definizione di costi standard e standard di servizio condivisi sul territorio nazionale, l’avvio di una strategia per contrastare la disoccupazione di lunga durata con la definizione di un accordo di inserimento lavorativo tra il tredicesimo e il diciottesimo mese che preveda un servizio individuale per il lavoro.

I livelli essenziali delle prestazioni, specificati nell’allegato B del decreto, da erogare su tutto il territorio nazionale, riguardano le prestazioni rivolte alla persona in cerca di lavoro e le prestazioni rivolte alle imprese.

Per ciascuna prestazione vengono definiti i riferimenti normativi, le attività e relativa descrizione, gli output/outcome e il codice SAP.

Per le imprese – intese secondo la nozione europea che comprende anche l’attività dei professionisti – sono previsti servizi di supporto per verificare la regolarità della propria posizione in termini giuslavoristici, l’incontro domanda offerta anche in relazione al lavoro autonomo, l’erogazione di informazioni sulle agevolazioni, forme contrattuali specifiche, accesso a commesse ed appalti pubblici, opportunità di credito.

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Il Quadro Nazionale delle Qualificazioni Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze

Con il Decreto MLPS-MIUR 8 gennaio 2018 viene istituito il Quadro Nazionale delle Qualificazioni – QNQ.

Strumento per la descrizione e la classificazione delle qualificazioni rilasciate nell’ambito del Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze, è il dispositivo che consente di raccordare il sistema italiano delle qualificazioni con i sistemi degli altri paesi europei, attraverso la referenziazione delle qualificazioni al Quadro Europeo delle Qualifiche – EQF.

Con anche l’obiettivo di coordinare e di rafforzare l’offerta pubblica di apprendimento permanente e i servizi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze ai sensi del D.Lgs. 13/2013 migliorando l’accessibilità delle qualificazioni, facilitando la loro spendibilità e valorizzando le esperienze individuali delle persone.

In linea con il Quadro Europeo prevede tre dimensioni descrittive delle competenze in termini di conoscenze, abilità, autonomia e responsabilità, la loro articolazione in descrittori e otto livelli, corrispondenti ai livelli EQF, relativi alla complessità degli apprendimenti.

La referenziazione al QNQ – intesa come processo istituzionale e tecnico di associazione delle qualificazioni rilasciate nell’ambito del Sistema Nazionale di Certificazione a uno degli otto livelli – è obbligatoria per tutte le qualificazioni ai fini della validazione e certificazione delle competenze.

La referenziazione delle qualificazioni italiane al QNQ garantisce la referenziazione delle stesse al Quadro Europeo delle Qualifiche.

Le qualificazioni referenziate al QNQ sono inserite nell’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni nella Sezione “Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali”.

Il processo di referenziazione al QNQ è gestito dal Punto nazionale di coordinamento dell’EQF presso l’ANPAL che si avvale dell’INAPP per la valutazione indipendente delle proposte di referenziazione.

Effettuato sulla base di criteri minimi generali di inclusione e criteri minimi per la determinazione del posizionamento negli specifici livelli, si articola in quattro fasi:

  • avvio: l’ente pubblico titolare presenta istanza, completa degli elementi descrittivi e connotativi della qualificazione, al Punto Nazionale di Coordinamento dell’EQF
  • fase istruttoria: il Punto Nazionale istruisce le istanze di referenziazione della qualificazione al QNQ
  • fase di valutazione indipendente: l’INAPP formula una valutazione indipendente dell’istanza e redige un parere obbligatorio non vincolante
  • fase di approvazione e pubblicazione: il Punto Nazionale delibera la referenziazione al QNQ e il conseguente inserimento nel Repertorio Nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali.

Allo stesso tempo il Punto Nazionale coordina le procedure di aggiornamento del Repertorio Nazionale e l’ANPAL informa semestralmente il Ministero del Lavoro sull’andamento dei processi di referenziazione delle qualificazioni al QNQ.

 

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ASSOCIAZIONE SAN PATRIGNANO SCUOLA E FORMAZIONE Rete Confederazione Servizi Formativi

Ente accreditato dalla Regione Emilia Romagna per la formazione e per i servizi al lavoro, l’Associazione San Patrignano Scuola e Formazione si occupa della formazione professionale dei giovani della Comunità di San Patrignano fondata alla fine degli anni 70, su iniziativa di un gruppo di persone guidate da Vincenzo Muccioli, per il recupero e il reinserimento sociale e lavorativo dei tossicodipendenti. L’Ente è inoltre accreditato dal Miur per la formazione dei docenti.

A distanza di molti anni e nonostante tutti i cambiamenti epidemiologici e socio-culturali che ci sono stati nel fenomeno delle dipendenze, l’interesse per il prossimo e il desiderio di aiutare un giovane in difficoltà come si farebbe con un figlio, rimangono sempre gli elementi prioritari e irrinunciabili dell’attività educativa che viene svolta nella Comunità.

Uno dei principi fondanti è quello di insegnare un mestiere ai ragazzi e il percorso di recupero definitivo dalla tossicodipendenza coincide con la necessità di un efficace reinserimento nel mondo del lavoro che consenta autonomia economica, riconoscibilità sociale, autostima recuperata e realizzazione di sé.

Propedeutica e decisiva per l’inserimento lavorativo, la formazione professionale svolge in questo un ruolo fondamentale perché strumento fra i più importanti per imparare un lavoro e per imparare ad interagire, a responsabilizzarsi, a costruire le basi della propria autonomia e del proprio progetto di vita.

Con la formazione i giovani acquisiscono competenze specifiche e qualifiche professionali riconosciute a livello regionale e nazionale.

Al fine del reinserimento lavorativo, è molto efficace l’unione della formazione con l’esperienza imprenditoriale di natura cooperativa e sociale di San Patrignano in profili professionali particolarmente richiesti dal mercato del lavoro.

Contestualmente per facilitare il reinserimento lavorativo al di fuori della Comunità, vengono rafforzati i legami con le imprese e le istituzioni del territorio al fine di creare una rete stabile di contatti e ampliare così le opportunità di occupazione.

Sono allo stesso tempo attive collaborazioni in rete con le associazioni di volontariato su gran parte del territorio nazionale, per facilitare il reinserimento lavorativo a coloro che desiderano rientrare nelle città di origine.

ATTIVITA’ DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Oltre alla formazione autofinanziata che normalmente si svolge in tutti i laboratori della Comunità, nel 2017 si sono svolti i corsi relativi al progetto “Comunità L.A.B. Lavoro e Accoglienza in Bottega” finanziato dalla Regione Emilia-Romagna sul Fondo Sociale Europeo.

Il progetto, dopo lo svolgimento del modulo di orientamento rivolto alla generalità degli alunni, ha visto la realizzazione di diversi percorsi formativi per il conseguimento della qualifica professionale di: Operatore degli impianti termoidraulici; Operatore delle lavorazioni lattiero casearie; Operatore della lavorazione carni; Operatore della produzione di pasticceria; Operatore della distribuzione pasti e bevande; Operatore di vinificazione

Con il medesimo contributo sono stati realizzati anche progetti di formazione continua per Addetto alle vendite: marketing e promozione, Pizzaioli, Progettisti grafici con competenze web, Grafici della carta da parati oltre alla attivazione di 34 tirocini formativi per 6 profili di qualifica.

Grazie al contributo di alcune fondazioni private è stato possibile realizzare anche il corso per Operatore socio sanitario e il corso per Acconciatore assieme a 50 progetti di tirocinio per altri 10 profili di qualifica

 ATTIVITA’ DI STUDIO

Preparazione individuale di privatisti per esami di idoneità e di stato

All’interno della Comunità assieme alle attività formative vengono organizzate nel Centro Studi attività didattiche per gli ospiti che intendono proseguire gli studi interrotti a causa della loro pregressa condizione di tossicodipendenza.

Il recupero degli anni scolastici, totalmente a carico della Comunità, avviene preparando gli studenti da privatisti agli esami di idoneità e di stato.

Scuole superiori

I ragazzi hanno la possibilità di ottenere un diploma di Media Superiore attraverso convenzioni stipulate con alcuni Istituti Professionali locali che utilizzano il Centro Studi San Patrignano come loro sede distaccata quali l’Istituto professionale alberghiero e l’Istituto professionale per grafico e operatore sociale. I ragazzi frequentanti il Centro Studi hanno l’opportunità di effettuare periodi di stage e tirocinio all’interno dei settori specializzati di San Patrignano, dalla pizzeria e ristorante al settore delle grafiche fino ai laboratori di odontotecnica del Centro Medico di San Patrignano per i privatisti che intendono conseguire gli esami presso l’Istituto Professionale per odontotecnici.

Diploma terza media

Ogni anno la Comunità organizza un corso per l’ottenimento del diploma di terza media mediante una convenzione con alcune scuole statali locali. Ad alcuni studenti viene inoltre data la possibilità di frequentare un corso di perfezionamento della lingua italiana; si tratta in particolare di ragazzi extracomunitari che necessitano di migliorare la loro capacità di espressione e comprensione della lingua italiana.

Frequenza universitaria

Agli ospiti della Comunità viene data la possibilità di proseguire gli studi anche a livello universitario. Oltre ad avere garantito sino ad oggi la frequenza universitaria a numerosi ragazzi, dal 2012 è stata stipulata una convenzione con l’Università a distanza UNINETTUNO istituendo allo scopo un adeguato e attrezzato polo tecnologico presso il Centro Studi. In questo modo i giovani possono seguire i corsi universitari senza allontanarsi dalla Comunità e proseguire il loro percorso riabilitativo.

Supporto psico-pedagogico

Gli operatori del Centro Studi e dei laboratori di Formazione Professionale offrono a tutti gli studenti un supporto sia metodologico che psico-pedagogico, contribuendo al loro successo formativo complementare e coerente con il percorso riabilitativo seguito nella Comunità.

 

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